

"PUOI DIRMI PER COSA LO VUOI?
IN QUESTA NOTTE DI PASSANTI
COSI' DIVERSI DA NOI.
NON ABBIAMO MAI AVUTO LA PRETESA
DI PENSARE CHE QUESTA
FOSSE UNA GRANDE CITTA'
CON I SUOI SUONI E LE SUE VOGLIE
TROPPO DISTANTI DA NOI.
PUOI DIRMI PER COSA LO VUOI?
SENZA TENER CONTO DELLA VERITA.
IO CAMMINO SULL'ASFALTO
PERSO NEI GUAI
PASSERANNO PURE GLI ANNI
MA NON CAMBIAMO MAI.
POI DIMMI PER COSA LO FAI
IN QUESTA NOTTE DI PASSANTI
COSI' DIVERSI DA NOI."

Un uomo si incontra e non si riconosce. Un primo doloroso abbandono lo risveglia dal torpore e dalla sicurezza di tanti anni passati accanto alla donna che voleva sua per sempre. Le sensazioni e i ricordi diventano vividi e si mescolano in un vortice emozionale che sembra non avere pace. La promessa di una fine innocente sfuma così nell'orgoglio e nei risentimenti: un ultimo saluto carico di rabbia verso l'ombra di una donna che diventa sempre più invisibile. Sono il tormento ed i rimorsi a tenerlo sveglio di notte mentre vaga senza meta alla ricerca disperata di qualcosa che possa porre quiete alla sua anima solitaria.

“Di cosa voglio che parli?
Di te.
Parlami di te
dei tuoi problemi
della tua storia andata a rotoli
per colpa di un dolore lontano dal tuo.
Mostrami chi sei
senza l'uso di una maschera.
Apri la tua bocca unita alla tua anima.
Voglio sapere cos'è
che non ti fa respirare
che ti toglie il sonno e la gioia.
Parlami di te
non avere paura.
Non sono qua a giudicare
solo ad ascoltare, per non pensare,
per avere a che fare con un dolore
lontano dal mio.”

La rabbia come sempre chiude le porte ai sentimenti incatenando il cuore e chiudendolo al mondo esterno. Sarà un incontro con una donna a creare un inaspettato momento di poesia e a sciogliere queste catene. Come in un libro le azioni tra i due sfogliano pagine di connessioni, segreti, gioie condivise, tenerezza, malinconia e tranquillità: risvegliando in un soffio ciò che fino a quel momento ardeva solo come brace. Sarà nuovamente il capitolo del passato a reclamare il suo posto, credendo arrogante che tutto appartenga a lui, costringendo l'uomo ad intraprendere di nuovo una via solitaria con desideri più altalenanti ed in netto contrasto tra loro.

"Incontriamoci questa notte
dopo il turno di lavoro
per prenderci una birra
e per farci compagnia.
La solitudine rompe ogni silenzio
lo spazio e il tempo
non esistono più.
Non cerco di capirti
perchè in fondo non ci capiremo mai.
Chi non ha mai visto il peggio
trova solo la superficie.
Una solitudine chiama l'altra.
Hai la pace negli occhi e la guerra nel corpo. Cercami
Fammi scordare la mia vita
che così com'è finita
non mi piace neanche un po'."

Ormai in caduta libera, senza alcun freno o controllo, si lascia andare ad un susseguirsi di incontri con donne diverse sprofondando così nel suo essere animale, fragile e meschino, avido di vita, ego libidinale bramoso di creazione e di possessione. Gli eventi corrono in fretta sullo sfondo di una città inconsapevole e l' uomo adesso vive la condizione di chi è solo fra l’instabile capacità di mantenere l’equilibrio e la chiara consapevolezza di essere già in picchiata, mai esente dalle conseguenze dei propri errori.

“Sono contento
che tu ti sia liberata di me
perché mi hai liberato da me.
risveglia, chiarifica le sensazioni
colmo vuoti
leggo, parlo poco, scrivo di più.
Sono vuoti da colmare
la noia delle ore
tra nebbia freddo e fame
cavalcavia dell'anima in sorpassi audaci. Sono vuoti da colmare l'assenza delle ore, quante compagnie perse nel tragitto
che neanche io le so più contare,
rimane un forte dolore
e qualche ricordo
che provo ad immaginare.”
